Tratto da una storia vera…il percorso della nostra  protagonista ormai decisa a cominciare inizia. Seconda parte!

Se anche tu, come me, ti se chiesto mille volte “Inizio CrossFit? Farà per me?”, questo è il momento giusto per prendere una decisione. Dopo anni di dubbi e incertezze in cui non riuscivo a trovare la motivazione giusta, ho iniziato a lavorare per Reebok e ho scoperto On Ramp.

Video On-Ramp day 1

On Ramp è una lezione proposta da quasi tutti i CrossFit Box nel mondo per permettere ai neofiti di familiarizzare con i movimenti, i workout e l’attrezzatura CrossFit. Qui nella “Home of Fitness” – la sede Reebok – il corso introduttivo dura quattro settimane! Sono abituata ad allenarmi ogni giorno, per questo quando ho saputo che On Ramp durava così a lungo, ammetto di aver pensato che fosse assurdo. Quattro settimane per imparare la tecnica? Ma si suderà almeno un pochino? Beh, come vedrete nel video qui sopra, si suda eccome. Fin dai primi cinque minuti.

L’idea di dover preparare la borsa per la mia prima lezione mi preoccupava un po’. Non volevo arrivare impreparata, ma non volevo nemmeno essere subito additata come quella ragazza precisina e vestita di tutto punto come il primo giorno di scuola.

Adesso, con il senno di poi, posso svelarvi un segreto: non importa nulla a nessuno! L’importante è che indossiate qualcosa di confortevole. Personalmente, non sapevo se ero pronta o meno a portare una Nano 5.0 – sentivo quasi di non meritarmela. Ma l’esperienza in palestra mi ha insegnato che sarebbe stato sicuramente peggio allenarmi con le mie scarpe da running, soprattutto se la lezione prevedeva l’utilizzo di bilancieri (e da quello che ho visto nelle foto, i CrossFitter adorano i bilancieri). Alla fine, ho scelto un paio di Speed TR, una scarpa dalla suola stabile e sicura ma senza le tecnologie d’avanguardia della Nano 5.0.

Dagli uffici Reebok bisogna percorrere un breve tratto di strada per raggiungere il Box Reebok CrossFit ONE. Lo so, sembra stupido, ma era proprio questo il momento che temevo di più – l’idea di sentirmi a disagio in un posto dove si conoscevano tutti. Come quando arrivi a una festa da sola e non conosci nessuno. Se ci ripenso adesso, non so nemmeno perchè ero così agitata. La cosa bella di On Ramp è che ti permette di avventurarti nel mondo CrossFit insieme a un gruppo di persone come te, curiosi principianti con tanta voglia di mettersi alla prova. Molto meglio arrivare alla festa con un gruppo di amici, piuttosto che da sola.

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Durante il tradizionale giro di presentazioni dei partecipanti, ho capito subito che ognuno aveva obiettivi e background fitness differenti: c’era chi aveva fatto parte della prima squadra del college ma anche chi non metteva piede in palestra da tre mesi. E sapete qual’era la cosa più bella? Che a nessuno importava nulla. Il Box era una novità per tutti. Iniziavamo tutti dallo stesso punto di partenza.

La prima lezione On Ramp è stata molto diversa da come me l’aspettavo. Di certo non si sono limitati a mostrarci dove si trovassero i bilancieri nel box, anzi. Ci hanno spiegato come eseguire un air squat così dettagliatamente che non pensavo fosse possibile. Ma per me, la parte più interessante è stata la spiegazione della filosofia alla base del CrossFit.

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In passato ho lavorato in ambiti fitness che erano contrari a questa disciplina, per questo ho apprezzato molto la spiegazione dell’intera scuola di pensiero che accomuna ogni movimento, workout o evento CrossFit. Sono stata inoltre felice di scoprire che i principi fondanti del CrossFit non erano poi tanto diversi da quelli di esperti e istruttori che avevo incontrato in passato – neanche dei più ostinati oppositori dello Sport of Fitness™. Così nell’arco di pochissimo tempo la mia percezione del CrossFit è cambiata radicalmente, non era più un avversario ostile ma un alleato affidabile.

Dopo aver terminato con la spiegazione dei movimenti, abbiamo iniziato il nostro primo WOD (workout of the day). Mi sono sentita davvero bene durante il workout e sono riuscita a portare a casa il secondo miglior tempo nel gruppo. Ovviamente il mio entusiasmo è stato prontamente ridimensionato dall’avvertimento del coach: ci saranno giorni migliori, ma anche peggiori di questo.

È proprio questo il lato più stimolante del CrossFit, sempre diverso e imprevedibile: chi riesce a ottenere il risultato migliore un giorno, potrebbe avere più difficoltà di tutti il giorno successivo. Forse non serve che ve lo dica, ma ho capito subito che avevo ancora moltissima strada da fare.

Fonte

 

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